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Dilagano i prodotti free from ma sono salutari?

Ultimamente vanno molto di moda i cibi “senza”, cosiddetti free-from, che sono ritenuti spesso più salutari perchè non contengono sostanze ritenute, per vari motivi, dannose per la salute. Il loro packaging nei supermercati si fa notare perchè ostentano diciture come “senza glutine o senza grassi idrogenati, conservanti, zuccheri aggiunti, olio di palma “.

Ma tutti questi free form sono veramente sani? Naturalmente non discutiamo su fatto che per esempio sia importante acquistare prodotti Ogm free, senza additivi e privi di grassi idrogenati. Se si è intolleranti al glutine o al lattosio sarà bene optare per alimenti gluten free e lattosio free. Ma bisognerebbe chiedersi : come viene sostituito l’ingrediente mancante? Qual è l’equilibrio complessivo del prodotto? Per esempio la riduzione o l’eliminazione del sale è positiva, visto che oggi si abusa di questo condimento capace di causare pressione alta e altri problemi. Se invece per compensare il gusto si usano molti grassi possiamo essere certi che non si tratterà di un buon prodotto. Gli snack che rimpiazzano il controverso olio di palma con un altro grasso altrettanto raffinato, o che hanno mantenuto la stessa composizione magari troppo zuccherina, non sono poi così meglio.

La mania del gluten free

Partendo dal presupposto che piuttosto che escludere acriticamente qualcosa senza una vera necessità medica, è sempre meglio puntare su una dieta varia ed equilibrata, di fronte ad un prodotto free form bisogna innanzitutto leggere bene l’etichetta per capire com’è stato sostituito l’ingrediente eliminato.

Ad esempio oggi si parla molto di celiachia e di gluten sensitivity. Sul mercato esistono molti prodotti gluten free, ma non tutti di qualità. Non abusare di glutine è una bella cosa e puntare su una sana alternanza di cereali con e senza glutine sarebbe auspicabile. Ma se si vuole ridurlo nella dieta è bene prima di tutto controllare le etichette di prodotti dall’aria innocente, come i burger vegetali (ma non solo), spesso compattati con l’aiuto di questa proteina. Meglio evitare preparati e prodotti pronti contenenti molti grassi, addensanti e farine raffinate di riso o mais, che hanno un indice glicemico piuttosto alto.

I grassi insaturi e l’olio di palma

Quando leggiamo su una confezione “senza olio di palma” oppure “col 30%di grassi in meno” non c’è dubbio che un eccesso di entrambi sia poco salutare, ma se per compensare il prodotto contiene tanti zuccheri, si rischia comunque di avere effetti negativi sul colesterolo. Questo vale per esempio per lo yogurt di soia: di per sé zero colesterolo e con pochissimi grassi saturi, ma talvolta arricchito di zuccheri.

In molti prodotti sugar free si scopre ad esempio che il tanto temuto zucchero è stato sostituito da vari tipi di edulcoranti la cui assunzione, paradossalmente, sembra associata alla comparsa del diabete 2. Vi consigliamo quindi di leggere sempre le etichette e non farvi trarre in inganno da una generica scritta “senza…” sulla confezione. Il cibo free from non è sinonimo di qualità a prescindere, e bisogna approcciarsi a questo genere di prodotti sempre con un certo spirito critico.

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